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Verona, 11 aprile 2026

Un importatore di New York domina la Wine Power List, ovvero la classifica del giornale on line dedicata ai 100 personaggi più influenti del vino italiano. Per comprendere perché Victor Owen Schwartz è al primo posto basterà leggerne il profilo. Ed è il segno di quanto oggi anche il vino sia uno dei protagonisti di un contesto geopolitico quanto mai confuso e incerto. Quella del 2026 è l’undicesima edizione della Wine Power List, la classifica del giornale on line Cronache di Gusto dedicata ai 100 personaggi più influenti del vino italiano. Dal 2014, in concomitanza del Vinitaly, Cronache di Gusto realizza questa top 100 che vede la presenza di rappresentanti istituzionali, politici, alti burocrati del ministero dell’Agricoltura, presidenti di consorzi, produttori, manager wine oriented, amministratori delegati, giornalisti, divulgatori, vertici di organizzazioni e associazioni che rappresentano il vino e tanti altri. Quasi una trentina le new entry a conferma che anche il mondo del vino registra un certo dinamismo nelle posizioni a più alta rappresentatività così come la presenza delle donne è stabile ma sempre più significativa. Potete trovare in questo sito anche le classifiche degli anni precedenti. Ogni personaggio è accompagnato da una piccola freccia che indica la posizione dell’edizione precedente della classifica. Prevista, come di consueto, la categoria Top of the Top per quattro personaggi che vanno fuori classifica e occupano un posto di prestigio assoluto: quattro profili, un unico testo, per altrettanti personaggi che in questi anni sono stati almeno una volta al primo posto nelle edizioni precedenti della nostra classifica. La Wine Power List quest’anno è stata scritta da Fabrizio Carrera e Andrea Gori.

Piero Antinori

Riccardo Cotarella

Angelo Gaja

Attilio Scienza

Rieccoci a parlare dei Top of the Top della nostra classifica. Quattro personaggi che hanno fatto la storia del vino italiano e continuano ad essere un riferimento sotto molti punti di vista. Influenti e carismatici, talvolta invece sotto accusa e poco amati. Ma è il prezzo della fama e del successo. Accade. Piero Antinori è il più defilato e non si registrano uscite pubbliche, la sua azienda, che rimane da primato sotto moltissimi aspetti, dalla reputazione ai fatturati, dalla capacità di esprimere affidabilità all’efficacia dei suoi investimenti, è ormai un caso da studiare. Merito anche di un management di altissimo valore e molto affiatato. Riccardo Cotarella ha pubblicato un libro biografia molto bello. E che dovrebbe leggere chiunque si approcci al vino (da produttore, da enologo, da winelover) perché quelle pagine sono la sintesi di una storia umana che ha creato con il vino un legame indissolubile. Emozionante. Cotarella si spende molto per difendere il bere da attacchi salutistici. Forse è l’unico che lo fa in modo costante e determinato. E gliene va dato atto. E un uomo del vino a 360 gradi con relazioni di alto livello. Guida l’associazione degli enologi dal 2013 e il prossimo anno scade il suo mandato. Dopo di lui? Anche Angelo Gaja centellina le sue uscite. Ma lo ha sempre fatto, d’altra parte. Anzi forse è stata anche una strategia di marketing molto azzeccata. Anche da lui ci aspetteremmo una librone magari affidato a una grande firma del giornalismo italiano. Chissà. Magari è già in lavorazione. Certo è che per leggere qualcosa di interessante bisogna ritrovare un’intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera di ben sei anni fa in cui Gaja per esempio affermava che “zappare bene è difficilissimo”. Quanti produttori di vino sarebbero disposti a ricordare una cosa del genere in un’intervista? Attilio Scienza è sempre uno spettacolo ascoltarlo. Puoi anche non essere d’accordo con quello che dice ma in ogni caso da lui impari sempre qualcosa. Non è solo un grande esperto di vitivinicoltura. E un uomo che discetta di storia, filosofia, mitologia, geografia come se parlasse dell’amico che ha incontrato al bar. E le sue visioni sono sempre importanti in questi tempi confusi e incerti. È il Pico della Mirandola del vino. Teniamocelo stretto.


① Victor Owen Schwartz

❋ New Entry
Davide contro Golia. Sicuramente non gli è mancato il coraggio a questo signore newyorchese che da quasi quarant’anni importa vini da tutto il mondo attraverso la sua società VOS Selection. Con un semplice ricorso ha bloccato i dazi imposti dal presidente Trump che hanno messo in subbuglio tutto il mondo del vino italiano. Ricorso che tra l’altro ha superato tutti i gradi di giudizio, anche la Corte Suprema (con una maggioranza di 6 giudici contro 3), ha dato di fatto ragione a Schwartz. Il presidente Usa continua ad avere il coltello dalla parte del manico e potrà imporre nuove misure per tassare il vino straniero che entra nei confini statunitensi e qualcuno è anche preoccupato che questa vicenda incattivisca il capo della Casa Bianca. Tuttavia l’esempio dell’importatore di New York dimostra il valore di una democrazia che quando tutto sembra perduto ha gli anticorpi per ribellarsi ai provvedimenti ingiusti e punitivi. Il dossier Usa resta la principale incognita del vino italiano e saranno ancora mesi di incertezze e colpi di scena.

② Christophe Hansen

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Non delude le aspettative il commissario dell’Ue per l’agricoltura. Chi conosce le dinamiche di Bruxelles sostiene che non c’è paragone rispetto al suo predecessore. Lussemburghese, 44 anni, in politica nel Ppe, è molto presente, attivo a valutare i dossier riguardanti l’agricoltura e il vino in particolare. E soprattutto conosce bene la materia. Da poche settimane è stato approvato il pacchetto vino grazie anche a lui che cambia alcune regole puntando a facilitare l’iter per la promozione di prodotti, la flessibilità degli Stati membri nelle autorizzazioni ai nuovi impianti, tema scottante che riguarda anche l’iperproduzione di vino. E tra i dossier futuri c’è la riforma della Pac, la Politica agricola comune, che fra i tanti argomenti dovrà affrontare anche quello relativo all’autorizzazione di prodotti fitosanitari di nuova generazione. C’è una tendenza che sembra contrapporsi a quella delle produzioni biologiche che in Europa sembravano irrinunciabili. Ma i tempi cambiano. Chi avrebbe pensato di utilizzare i droni per coltivare vigneti? All’ordine del giorno dell’Ue c’è anche questo.

③ Donald J. Trump

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Per corredare questo profilo abbiamo deciso di pubblicare una foto accigliata del presidente degli Stati Uniti d’America. Una scelta “politica” perché vederlo così accigliato con lo sguardo torvo rappresenta bene lo stato d’animo di chi non ha un fare conciliante verso gli altri. Anzi, diremmo, una faccia minacciosa, ed è quella del suo sito ufficiale. Infatti la realtà ci sembra confermi questa volontà. A farne le spese in questo momento sono in tanti nel mondo, noi europei non siamo esclusi. È indubbio che da quando è stato rieletto il mondo balla sul filo. In questo caso in gioco non c’è solo l’export del vino italiano negli Usa che vale circa 2 miliardi di euro ma tutto l’equilibrio politico mondiale che influisce nelle nostre abitudini e nei nostri consumi. Per il secondo anno consecutivo le scelte di Trump hanno un effetto devastante sul futuro del vino italiano. L’anno scorso scrivevamo che averlo inserito era una provocazione. Oggi purtroppo è qualcosa di più. Imprevedibile.

④ Lamberto Frescobaldi

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Bisogna dare atto al presidente dell’Unione italiana vini, rieletto per altri tre anni lo scorso giugno, di essere tempestivo, spesso il primo a prendere posizione o commentare qualche provvedimento o annuncio. L’anno appena trascorso è stato tra quelli più travagliati della gestione del comparto. Tra dazi, il salutismo emergente, il calo dei consumi che riguarda tutti non è facile trovare soluzioni immediate e l’interlocuzione politica non sempre è adeguata. Se passiamo all’azienda di famiglia gli ultimi dati disponibili di un bilancio, quello del 2024, parlano di un fatturato di 173 milioni di euro con un Ebitda di 64 milioni (39%) e un utile che supera i 35 milioni registrando così piccoli incrementi. Non male in un periodo in cui i segni meno crescono in modo esponenziale. Sul fronte delle acquisizioni, come anticipato da Cronache di Gusto, la famiglia Frescobaldi ha siglato una partnership con Tenuta delle Terre Nere sull’Etna e sta continuando ad acquisire vigneti sul vulcano. Inquieto.

5. Francesco Lollobrigida

Sicuramente sta dando continuità al suo mandato così come buona parte del governo Meloni. È impegnato su più fronti nella gestione dei dossier più delicati. Approvando o contrastando le decisioni di Bruxelles. Ma la vera sfida è semplificare la vita dei produttori di vino. Un compito non facile.
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6. Herbert Dorfmann

Tra i parlamentari europei più competenti, autorevoli e affidabili. Altoatesino, in politica da moltissimo tempo, è tra i registi di numerosi provvedimenti dell’Ue. Consapevole dei momenti difficili suggerisce alle aziende maggiore capacità di sondare nuovi mercati. Crede molto nell’India come Paese dove esportare.
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7. Luca Rigotti

Da meno di un anno è il presidente del Consorzio di tutela Doc delle Venezie, ruolo che si aggiunge a quello di presidente del settore vino del Copa-Cogeca, che vuol dire gestire i dossier più delicati a Bruxelles. Da più tempo è anche numero uno di Mezzacorona. Oggi è tra i personaggi chiave per difendere il vino.
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8. Francesco Liantonio

Incassa il successo di aver creato con Triveneta Certificazione un polo tra i consorzi di tutela del nordest e Valoritalia, il colosso della certificazione di cui è presidente. Una mossa di grande rilievo. E con la sua azienda Torrevento (di cui ha ripreso le quote dalla Prosit) resta uno dei grandi player del vino del Sud Italia.
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9. Giuseppe Blasi

Tra i vari capi dipartimento del ministero dell’Agricoltura è sicuramente quello dal carisma maggiore che è accompagnato anche da una competenza significativa. Il suo ufficio è altamente strategico per l’erogazione di fondi e l’applicazione di leggi e decreti che regolano l’agricoltura. Lollobrigida lo ha confermato nell’incarico.
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10. Federico Bricolo

Già senatore della Lega la scorsa primavera è stato riconfermato per altri tre anni alla presidenza di Veronafiere. Merito forse di una gestione con numeri molto favorevoli. Sta spingendo molto a proiettare Vinitaly tra i mercati esteri, anche quelli poco battuti e quindi continuare la crescita attraverso roadshow all’estero.
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11. Dario Nardella

L’ex sindaco di Firenze oggi è tra i più attivi europarlamentari che segue le vicende del vino. È coordinatore per i socialisti democratici nella commissione Agricoltura. Nella sua agenda prioritari gli obiettivi di tutela del debito degli agricoltori e la garanzia della qualità dei prodotti. Atteso a gestire dossier delicati.
⁕ New Entry

12. Marco Lupo

Da oltre due anni è tra gli alti burocrati del Masaf. Dirige il dipartimento dedicato alla sovranità alimentare gestendo di fatto risorse per decine e decine di milioni attraverso decreti direttoriali e bandi per la filiera agroalimentare, vino incluso. Dal suo ufficio passano i fondi dell’Ocm vino per i progetti promozione. Soldi essenziali.
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13. Fabio Vitale

È il direttore generale dell’Agea, l’agenzia che eroga i fondi destinati all’agricoltura con l’obiettivo di verificare che i soldi siano spesi bene. Il suo incarico è stato rinnovato fino al 2028. Ritenuto molto vicino al ministro Lollobrigida, negli ultimi mesi è intervenuto nel ribadire quanto le risorse pubbliche debbano generare opportunità.
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14. Riccardo Ricci Curbastro

Il presidente di Efow incassa l’ingresso della Germania tra i paesi aderenti (l’Italia c’è) e rafforza il suo ruolo di rappresentanza a Bruxelles nei dossier più delicati. Ma anche come presidente di Equalitas può vantare ormai la partecipazione di circa mille cantine che aderiscono ai protocolli di sostenibilità. Incisivo.
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15. Marzia Varvaglione

Fa la spola tra Bruxelles e la Puglia grazie al ruolo di presidente del Ceev, che mette insieme le aziende del vino in tutto il Vecchio Mondo. Un lavoro impegnativo: è chiamata a difendere il comparto da politiche penalizzanti e cali di consumi. Lei batte su un tasto: cambiare il linguaggio, soprattutto verso i giovani. Sul pezzo.
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16. Eleonora Iacovoni

Da due anni è ai vertici dell’ufficio ministeriale che si occupa di promozione della qualità agroalimentare. Pertanto un dipartimento determinante a tracciare le politiche che mirano a dare maggior valore alle produzioni, il cui vino da solo attraverso le IG vale 11 miliardi. L’obiettivo è crescere ancora.
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17. Alberto Mazzoni

Un mix consolidato di lunga esperienza e competenza fa di lui uno dei massimi esperti di disciplinari delle Do all’interno del comitato nazionale vini. È anche componente della commissione d’appello delle Doc. E soprattutto è anche il direttore di Imt, vero motore della promozione dei vini marchigiani. Affidabile.
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18. Vincenzo Gesmundo

Da quasi quarant’anni è il segretario generale della Coldiretti. Rappresenta una continuità importante che va oltre i governi e i momenti storici. Tanti i motivi di preoccupazione e insoddisfazione. Più volte ha definito il vino un pilastro della nostra alimentazione e si è scagliato contro certe politiche dell’Unione europea.
⁕ New Entry

19. Gianni Bruno

Da brand manager del Vinitaly a direttore generale vicario di Veronafiere. Un incarico che serve a regolare nuovi equilibri all’interno dell’ente veronese. Per Bruno una sfida che va oltre il vino. Per la 58a edizione del Vinitaly dovrà fare i conti sempre con i numeri degli espositori e dei visitatori. Le fiere sono ancora attrattive?
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Leonardo Marras

20. Leonardo Marras

Da pochi mesi alla guida dell’assessorato Agricoltura della Toscana, ha avuto l’onore (e l’onere) di accorpare anche le deleghe al Turismo e alle Attività Produttive. Un potere importante in una regione dove il vino e l’ospitalità sono altamente strategici. È atteso pertanto alla prova per capire l’efficacia del suo ruolo. Sfidante.
⁕ New Entry

21. Luca Sammartino

L’assessorato siciliano all’Agricoltura è di nuovo affidato a un politico di professione che conosce benissimo dinamiche, protagonisti e territori dell’isola. Senza sosta il lavoro sui bandi e sulle attività tra leggi e decreti a sostegno delle aziende vitivinicole. Obiettivo: tempi certi e iter più semplici per i produttori. Ambizioso.
⁕ New Entry
Leonardo Marras

22. Giovanni Manetti

Incassa un lieve incremento nell’export verso gli Usa del Chianti Classico di cui è presidente del Consorzio. E il Nord America è la sua prima preoccupazione visto che rappresenta il 50 % delle vendite totali. Bene anche avere ottenuto la riduzione delle rese per ettaro da 75 a 65 quintali per la produzione di Chianti Classico.
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23. Felice Assenza

È a capo dell’ufficio repressione frodi, la nostra sentinella che ci garantisce dalle pratiche commerciali sleali. L’anno scorso il settore del vino è stato interessato da centinaia di controlli. C’è anche la sua firma nell’accordo con Alibaba (piattaforma on line) per combattere i falsi prodotti vitivinicoli.
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Leonardo Marras

24. Stevie Kim

Se vuoi vendere vino all’estero, farti conoscere e magari crearti una reputazione non puoi non interagire con questa signora “americoreana” ormai italianizzata, che ha cambiato il modo di promuovere l’Italia da bere nel mondo. Tra road show e la Vinitaly International Academy svolge un ruolo fondamentale. Instancabile.
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25. Silvana Ballotta

Tiene in mano la bussola dell’export del vino grazie alla sua creatura, la società Business Strategies, essenziale per i progetti di promozione delle aziende. Ascoltarla è sempre utile per capire criticità e prospettive. Ha definito il vino un “malato immaginario”, una battuta lucida sul presente che chiede elasticità. Dinamica.
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Leonardo Marras

26. Corrado Casoli

Il presidente del Gruppo Italiano Vini si lancia nelle etichette no alcol e chiude un bilancio, quello del 2024 l’ultimo disponibile a circa 428 milioni di euro (+7%). Resta alta la propensione all’export, oggi sfiora l’80% dove gli Usa fanno la parte del leone. Il mercato interno resta fondamentale malgrado qualche rallentamento.
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27. Francesco Giovannini

Il mare è agitato ma la corazzata va e continua la sua navigazione. Mezzacorona chiude il 2025 con un fatturato a 213 milioni, con un lievissimo incremento sul 2024. +0,32% utili a quota 1 milione e 700 mila euro e un patrimonio netto a poco più di 100 milioni (-3 rispetto all’anno precedente). Fiduciosi che il mare si calmi.
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Leonardo Marras

28. Oscar Farinetti

Ascoltarlo è sempre un piacere ed è sempre utile perché comprende il valore della narrazione di cui il vino ha sempre infinito bisogno. Il fondatore di Eataly continua, grazie all’apporto dei figli e dei suoi collaboratori, a tenere la barra dritta delle sue cantine nonostante i tempi incerti e confusi. Inguaribile ottimista.
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29. Federico Veronesi

In pochi mesi Oniwines ha acquisito l’azienda Pico Maccario in Piemonte e ha completato la cantina Erti50 sulle montagne trentine per la produzione di Metodo Classico. E secondo gli osservatori non finisce qui. Federico Veronesi, figlio di Sandro, patron di Infinito, ci ha ormai preso gusto. E poi c’è anche il capitolo Signorvino.
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Leonardo Marras

30. Luigi Moio

Per lui il vino è il frutto di scienza e conoscenza, da questo è sempre partito il suo lavoro. Già presidente dell’Oiv da 27 anni e ordinario alla Federico II di Napoli è autore di libri di successo sul vino. Da ascoltare le sue riflessioni quando afferma che parole come tradizione e cultura sono inflazionate. (Ri)educare al vino.
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31. Renzo Cotarella

L’ad di Marchesi Antinori ha conquistato poche settimane fa il Winemaker’s Winemaker Award dei Master of Wine che non è un premio qualsiasi. Un suggello a una carriera straordinaria per uno degli artefici dei successi indiscutibili del brand toscano. Reputazione, bilanci, patrimoni e prospettive hanno il vento a favore. Solido.
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Leonardo Marras

32. Giuseppe Liberatore

Il superdirettore di Valoritalia può sfoggiare numeri da primato ancora una volta: in un anno due milioni di bottiglie certificate e 1,3 miliardi di fascette anticontraffazione e 1600 dipendenti tra diretti e indiretti e 40 milioni di fatturato. Un’azienda e un lavoro che per gran parte del vino a Do. E altri progetti sono in arrivo.
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33. Livio Proietti

È il presidente dell’Ismea che solo con il progetto “Generazione Terra” ha messo sul piatto 120 milioni di euro a favore dei giovani agricoltori under 41. È una banca dati importante ma anche un ente con sempre più peso nelle politiche agricole e nel facilitare l’accesso alla terra e al credito. Ha chiuso il 2025 con un utile di 16 milioni.
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Leonardo Marras

34. Daniele Cernilli

Doctor Wine celebra quest’anno quindici anni di attività ma il bagaglio professionale di Daniele Cernilli va molto oltre. Conosce il mondo del vino come pochi ed è per questo che continua ad essere un riferimento, grazie anche alla sua Guida Essenziale. Imperdibili i suoi editoriali del lunedì. Autorevole.
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35. Massimo Romani

È la guida di Argea (nata dalla fusione di Botter e Mondodelvino), il più grande polo vinicolo privato italiano per volume d’affari. Ha razionalizzato un portafoglio immenso, investendo nella sostenibilità dimostrando che i grandi fondi di private equity possono operare nel vino creando massa critica e identità industriale.
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Leonardo Marras

36. Giampaolo Bassetti

È il direttore generale del gruppo Caviro che sta puntando molto sull’innovazione (anche oltre il packaging e la comunicazione). Ha ingaggiato Nino Frassica per promuovere il Tavernello. E poi riflette ad alta voce sull’ultimo vino alla moda più di spirits e della birra. «Dove stiamo sbagliando qualcosa?».
⁕ New Entry

37. Matteo Lunelli

Sotto la sua guida, Ferrari Trento non solo ha consolidato la leadership nel metodo classico italiano, ma è diventata un’icona globale. Negli ultimi anni ha rinnovato e ampliato la storica partnership con la Formula 1. Come Presidente di Altagamma continua a essere un formidabile ambasciatore del bello e ben fatto italiano.
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Leonardo Marras

38. Carlin Petrini

Il fondatore di Slow Food in un faccia a faccia col cardinale Zuppi ha detto alcune cose sul vino su cui tutti dovrebbero riflettere. “Non sono più disposto a comprare una bottiglia di Barolo a 50 euro, se chi lo produce sfrutta i lavoratori migranti in vigna. Il concetto di giusto deve diventare più importante del buono e del pulito”.
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39. Andrea Rocchi

Programmazione, tecnologia e sostenibilità sono le parole chiave per la mission di Crea, il Consiglio per la Ricerca e l’Economia Agraria di cui Rocchi è presidente da circa due anni. Sostiene fortemente che l’agricoltura ha bisogno di innovazione per mantenere la sua eccellenza e la sua competitività.
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Leonardo Marras

40. Dario Bond

Ex parlamentare alla Camera dei Deputati, bellunese, è il nuovo assessore all’Agricoltura della regione Veneto del dopo Zaia che da presidente non faceva mancare le sue attenzioni verso il comparto. Per Bond si tratta di governare il mondo del vino in una parte d’Italia che primeggia per percezione e quantità prodotte.
⁕ New Entry

41. Alessandro Mutinelli

Ha trasformato IWB in uno dei poli vinicoli privati più performanti d’Italia. Ha gestito una complessa fase macroeconomica mantenendo marginalità eccellenti. Tra i suoi successi l’integrazione di realtà acquisite, la spinta verso il digitale e la capacità di penetrare in modo capillare i mercati esteri della GDO e dell’e-commerce.
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Leonardo Marras

42. Emanuele Sansone

È l’amministratore delegato di Guala Closures, leader mondiale nella produzione di chiusure per bevande e nel vino. Sotto la sua guida il gruppo ha consolidato la leadership globale. La strategia punta sulla sostenibilità e sull’innovazione, con investimenti rilevanti in ricerca e sviluppo e nuove iniziative per migliorare i processi produttivi. Fattura 1 miliardo di euro.
⁕ New Entry

43. Pierangelo Tommasi

È il Ceo di una delle aziende più significative con un patrimonio di oltre 800 ettari vitati: l’ultimo fatturato disponibile (2024) ha sfiorato i 30 milioni grazie a una produzione di 3 milioni e mezzo di bottiglie. Per nulla intimorito dal contesto attuale hanno rilevato lo scorso settembre Tenuta Eméra e Cantina Moros in Puglia. Attivi.
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Leonardo Marras

44. Luca Pizzighella

L’obiettivo dei 100 milioni di fatturato è stato sfiorato nel 2025. Per il dg di Signorvino, la catena di enoteche della famiglia Veronesi anche il 2026 sarà un anno impegnativo. Ai 49 negozi già esistenti si aggiungeranno altre sei aperture tra Udine, Erbusco, Marcianise (il primo a sud di Roma), Milano, Vicenza e Roma.
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45. Roberta Corrà

Una delle pochissime donne top manager del vino che ha conquistato il riconoscimento di Person of the year di Wine Enthusiast. È il direttore generale di Gruppo Italiano Vini, prima azienda privata per fatturato in Italia ma è anche la presidente del Consorzio Italia del Vino che raggruppa alcune cantine iconiche.
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Leonardo Marras

46. Matteo Zoppas

È il presidente dell’Ice, che rappresenta il nostro front office verso l’export ed è impegnato a fronteggiare da un lato gli scenari dei dazi e dall’altro la possibilità di nuovi sbocchi commerciali (vedi Mercosur). Attendista su quanto potrà accadere nei prossimi mesi a causa dei nuovi scompigli geopolitici.
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47. Antonio Rallo

È il presidente uscente della Doc Sicilia: mentre andiamo in stampa il cda dovrà eleggerne uno nuovo. Il bilancio degli oltre 10 anni di presidenza: crescita esponenziale di soci e di bottiglie prodotte (nel 2025 oltre 600 mila ettolitri certificati). E poi Donnafugata l’azienda di famiglia che macina fatturati e utili. Cantina iconica.
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Leonardo Marras

48. Alessio Planeta

Potrebbe essere il nuovo presidente della Doc Sicilia. Chissà. I tempi sono più che maturi per un ruolo del genere. Dici Planeta e c’è un pezzo di storia importante del vino siciliano degli ultimi 40 anni. E non c’è voglia di smettere. Anzi. Il suo bagaglio di esperienze e di visioni potrà diventare un volano importante.
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49. Sandro Boscaini

Anni non facili per “Mister Amarone”: ha spinto sul valore anziché sui volumi per fronteggiare le complesse sfide del mercato. Di fronte a un calo dei consumi, Boscaini ha accelerato sul progetto Masi Wine Experience, aprendo il grande hub enoturistico Monteleone21 in Valpolicella e potenziando la presenza nel travel retail.
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Leonardo Marras

50. Massimo Tuzzi

L’ad di Terra Moretti, che controlla cantine iconiche come Bellavista ed altre, si è distinto per una gestione orientata al posizionamento premium. Ha rafforzato le performance economiche riorganizzando le reti di vendita e spingendo sull’alta ristorazione e sull’identità, isolando il gruppo dalle flessioni della GDO.
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51. Maurizio Zanella

Compie 70 anni il fondatore di Ca’ del Bosco, visionario intraprendente e dinamico come pochi. Ascoltarlo in qualche convegno o leggere una sua intervista è sempre istruttivo. I traguardi dei vini della Franciacorta portano anche la sua firma e l’Annamaria Clementi è uno dei Metodo Classico più buoni che ci siano.
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Leonardo Marras

52. Stefano Fambri

È il direttore generale di Nosio, il braccio commerciale del colosso cooperativo Mezzacorona che tradotto in numeri fa 52 milioni di bottiglie e un export in oltre 90 Paesi. È anche il presidente di Trentodoc: quasi raddoppiate le bottiglie certificate in dieci anni e anche il valore è in aumento. Le cifre sono confortanti.
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53. Priscilla Incisa della Rocchetta

Non c’è da stupirsi se Tenuta San Guido della famiglia Incisa della Rocchetta sia tra le aziende vitivinicole più performanti d’Europa. I suoi bilanci sono oggetto di studi per i suoi numeri strepitosi. D’altra parte stiamo parlando di Sassicaia che resta un’icona, forse il vino italiano più famoso al mondo tra i grandi appassionati.
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Leonardo Marras

54. Emanuele Rabotti

Al primo mandato da presidente del consorzio Franciacorta, il patron di Monterossa si muove bene tra la necessità di mantenere lo status quo e la voglia di esplorare campi nuovi. I numeri della Docg sono confortanti malgrado tutto con un -1 per cento nelle vendite ma con una propensione all’export che fa sperare bene.
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55. Cinzia Merli

Ha preso il posto di Albiera Antinori alla guida del Consorzio della Doc Bolgheri, una denominazione tra le più importanti d’Italia con 75 soci e una produzione di quasi 7 milioni di bottiglie. Tra i suoi progetti quello di mappare il territorio per contribuire ad accentuare l’identità dei vini attraverso le tante diversità dei terroir.
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Leonardo Marras

56. Giacomo Bartolommei

È il nuovo volto di una delle denominazioni più importanti d’Italia: il Brunello di Montalcino: presidente del Consorzio al primo mandato ma con una consolidata esperienza nel Cda. La macchina è ben collaudata, tuttavia non mancano i problemi per un terroir di alto pregio che esprime solo vini rossi.
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57. Violante Gardini

È la presidente del Movimento turismo del vino che è stato il volano per far comprendere alle aziende l’importanza dell’accoglienza in cantina. Il suo lavoro procede su un filone ben consolidato (vedi Cantine aperte) che non disdegna idee, visioni e nuove iniziative. Oggi fanno parte di Mtv oltre 700 aziende. Essenziale.
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Leonardo Marras

58. Gabriele Corelli

La sua agenda è sempre più fitta tra consulenze, degustazioni, presentazioni in Italia e all’estero. Lo standing delle sue attività resta elevato. Difficile coinvolgerlo se non si è un vip del vino o se lo si chiama a ridosso di un evento. È il prezzo dell’autorevolezza. Essere diventato MW gli ha cambiato la vita. In meglio.
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59. Michele Bernetti

Con oltre 500 aziende associate e 7.500 ettari di vigneto è il presidente di uno dei territori doc più importanti di bianchi: le Marche. Numeri stabili nella produzione degli ettolitri, oltre 140 mila. Il prodotto trendy resta il Verdicchio dei Castelli di Jesi e in un mondo che beve sempre più bianco il futuro è promettente.
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Leonardo Marras

60. Gianluca Gallo

È l’assessore calabrese all’Agricoltura, che in poco tempo è riuscito a organizzare tra Cosenza e Reggio Calabria, tra Sibari e Catanzaro eventi che coinvolgono ViniCalabria, Menabo Wine Festival e i Consorzi Mondiali del Brunello, facendo così accendere i riflettori sui vini della sua regione tutti da scoprire e da assaggiare.
⁕ New Entry

61. Franco Adami

Guida il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Docg rappresentandone l’eccellenza e la memoria storica. Punta a valorizzare le “Rive” (le menzioni geografiche per i vigneti più vocati e impervi) e il Cartizze per dimostrare che il Prosecco può essere a tutti gli effetti un vino di terroir e di estrema longevità.
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Leonardo Marras

62. Albiera Antinori

Oltre a guidare con successo l’azienda di famiglia (prima cantina italiana a guidare la classifica dei “World’s Best Vineyards”), merita il riconoscimento per il suo lavoro in FederVini. Si distingue per la ferma e lucida difesa a Bruxelles del settore vinicolo contro le etichette allarmistiche, tutelando l’intera filiera nazionale.
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63. Paolo De Castro

Una lunga carriera in politica è stato più volte ministro ed eurodeputato ora è alla guida di Nomisma, forse il più importante osservatorio economico che guarda con attenzione al comparto del vino. Il suo ruolo potrà portare un contributo di crescita nelle ricerche e nelle analisi di cui si ha sempre bisogno.
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Leonardo Marras

64. Gian Giacomo Bonaldi

La scorsa è stato riconfermato alla presidenza di Federdoc, l’organismo che raggruppa buona parte dei consorzi di tutela. Per lui il polo vitivinicolo del Triveneto ha raggiunto nei mesi scorsi può rappresentare un modello da imitare soprattutto in quei territori dove sono presenti denominazioni di piccoli numeri.
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65. Alison Napjus

Bella trovata quella di Wine Spectator di mettere nella copertina del numero di aprile quella dedicata di solito all’Italia le nuove generazioni di vino. Dimostra quanto il giornale americano sappia stare sul pezzo annusando tendenze e prospettive. E se parliamo del Belpaese il merito è anche della sua “corrispondente”.
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Leonardo Marras

66. Jancis Robinson

Sempre puntuale, la giornalista inglese, tra le voci più influenti al mondo nel settore del vino, è salita alla ribalta per un suo report sull’Italia evidenziando preoccupanti eccedenze che coinvolgono anche quelle referenze di fascia medio-alta e una difficoltà ad avere dati chiari. Sarebbe un errore sottovalutare questa analisi.
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67. Cristina Mercuri

Dimostrando una tenacia fuori dal comune in un colpo solo si è presa la scena aiutata dal fatto che è la prima donna italiana a diventare Master of Wine. Un percorso costruito senza legami diretti con le aziende e col piglio di chi conosce il diritto applicandolo alla comunicazione del vino, il suo punto di forza. Chapeau.
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Leonardo Marras

68. Sandro Camilli

La scorsa estate ha preso posizione su vini dealcolati. Mentre sprona il mondo della sommellerie a usare un linguaggio più immediato. Oggi alla presidenza dell’Ais e a capo di 45 mila soci mentre la Guida Vitae ha due nuovi curatori: Andrea D’Ani e Gianluca Grimani. Soffia vento di cambiamento.
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69. Graziana Grassini

Da nord a sud è un riferimento per tutti quei produttori che hanno voglia di fare il vino per bene. Il suo curriculum è ricco di brand smaglianti e la sua competenza aiuta non poco, dal vigneto alla bottiglia. Basterebbe mettere in fila un bel po’ di etichette e degustarle. Non esiste un Grassini style ma un rispetto del terroir.
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Leonardo Marras

70. Luciano Ferraro

È il cronista del vino del più importante giornale italiano: il Corriera della Sera. Per quanto in via Solferino il suo ruolo prevalente sia quello di organizzare la macchina del giornale, le sue scorribande nel raccontare produttori e vini sono sempre costanti e puntuali. Spesso le aziende affidano a lui le notizie in esclusiva.
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71. Enrico Zanoni

Alla guida del colosso Cavit ha dimostrato come il sistema cooperativo possa produrre altissima qualità a volumi enormi. Recentemente ha consolidato l’innovativo sistema “PICA”, una piattaforma tecnologica che mappa in modo millimetrico i suoli dei migliaia di soci conferitori, applicando l’intelligenza artificiale e l’agricoltura di precisione.
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Leonardo Marras

72. Marcello Meregalli

Lieve calo di fatturato per Meregalli anche se mantiene il superamento dei 100 milioni di ricavi. L’azienda leader nella distribuzione di vini osserva con attenzione la contrazione dei consumi. Ed è chiaro che una certa euforia del mercato sia finita ma bisogna restare guardinghi. E si prepara a festeggiare i 170 anni di attività.
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73. Walter Massa

L’inquietudine di questo vignaiolo che ha fatto tantissimo per il suo territorio, i colli tortonesi, ora sconfina in altre parti d’Italia. È sempre attento a diventare il portavoce di vignaioli in difficoltà per varie ragioni. Peccato che non rivesta ruoli istituzionali forse non vuole vincoli ma il suo lavoro per difendere il vino è encomiabile.
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Leonardo Marras

74. Giancarlo Guidolin

Alla guida della doc Prosecco, “locomotiva” del vino italiano (660 milioni di bottiglie), Guidolin ha gestito la denominazione con lungimiranza. Vedi lo stop a nuove superfici vitate puntando all’equilibrio dell’offerta, alla transizione ecologica e blindando la visibilità della Doc come sponsor alle recenti Olimpiadi invernali.
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75. Sergio Germano

Il Barolo tiene, il Barbaresco cala mentre rassicura l’attenzione verso questi vini in tutti gli eventi organizzati dal Consorzio di cui Germano è presidente. A maggio volerà a Toronto per il Barolo Barbaresco World Opening, una tappa fondamentale per farsi conoscere all’estero. I prossimi mesi tuttavia saranno di sfide e scelte.
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Leonardo Marras

76. Luca Cuzziol

Piccoli decrementi di fatturato ed ebitda per una delle società di distribuzione più performanti con soci di prestigio. E visti i tempi i risultati restano rassicuranti. Cuzziol è anche il presidente di Club Excellence, il salotto buono dei distributori del vino, che oggi raggruppa 20 aziende per un fatturato di circa 320 milioni.
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77. Rita Babini

La crescita è costante e oggi i soci iscritti alla Fivi sono circa 1.800. Guida da oltre un anno vignaioli sparsi in tutta Italia, una realtà ormai imprescindibile che siede al tavolo delle istituzioni insieme alle altre organizzazioni quando c’è qualcosa da decidere. E ormai il loro mercato dei vini di Bologna è un appuntamento fisso.
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Leonardo Marras

78. Leonardo Taschetta

Alta capacità di analisi, profondo conoscitore del mondo del vino, da lungo tempo presidente di una delle cantine sociali più importanti del Sud Italia, la Colomba Bianca in provincia di Trapani. Incessante il suo lavoro nel qualificare le produzioni e valorizzare l’attività di 2.500 soci. Ma il percorso è pieno di ostacoli.
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79. Daniela Mastroberardino

Riconfermata fino al 2028 alla guida delle Donne del Vino che così prosegue il suo lavoro di promozione e identità dell’universo femminile tra vigneti e cantine. L’imprenditrice irpina può sfoggiare l’aumento delle iscritte all’associazione passate da 1.000 a 1.250 in 3 anni. “Siamo in un momento di maturità collettiva”, ha affermato.
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Leonardo Marras

80. Andrea Lonardi

Da Master of Wine sta iniettando una dose di managerialità, analisi critica e mentalità anglosassone nel panorama enologico. Si è distinto per aver portato questo rigore accademico e stilistico sia nella comunicazione del fine wines, sia nel lavoro di consulenza tecnica (vedi Marilisa Allegrini e Petra di Terra Moretti).
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81. Carlo Ferrini

Tra gli enologi più influenti, detta lo stile dei grandi rossi. Il suo progetto “Giodo” (diviso tra Montalcino ed Etna) ha raggiunto la definitiva consacrazione internazionale, collezionando altissimi punteggi dalla critica e dimostrando come l’eleganza e l’estrazione misurata siano il futuro del Sangiovese e del Nerello Mascalese.
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Leonardo Marras

82. Michele Zanardo

Ogni istanza che riguarda la nascita di una nuova Doc o più semplicemente una modifica del disciplinare passa sul tavolo del presidente del Comitato nazionale vini. Un ruolo che può determinare le prospettive di un territorio. Non è poco. Zanardo ha un ruolo anche nella commissione di appello sulle Doc. Decisivo.
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83. Giancarlo Gariglio

Non c’è solo il suo lavoro di curatore di una guida ai vini che oggi accende i cuori di molti wine lover. Ma bisogna dare atto che la sua regia per lo svolgimento della Slow Wine Fair a Bologna comincia a dare frutti ben visibili e forse ingombranti: quest’anno c’erano oltre 1.100 cantine e 350 buyer da tutto il mondo. Non male.
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Leonardo Marras

84. Andrea Farinetti

Con un piglio giovanilistico deciso ed efficace è sempre più convinto della necessità che il vino debba avere buone pratiche e narrazioni performanti. Basti vedere come Fontanafredda una tra le tante cantine che gestisce la famiglia Farinetti è sempre più un esempio virtuoso di rispetto per l’uomo e l’ambiente. Dinamico.
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85. Giuseppe Carrus

Insieme a Gianni Fabrizio e Marco Sabellico è il curatore della Guida ai vini del Gambero Rosso. Professionale, puntuale e affidabile rappresenta una certezza per chi cerca un esperto che possa raccontare e promuovere un vino o un territorio consapevole che la narrazione, se fatta bene, è un punto di forza immenso. In ascesa.
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Leonardo Marras

86. Pietro Russo

L’unico Master of Wine con una formazione declinata prevalentemente sulla produzione è un enologo oggi, tra le varie consulenze, certifica i vini per Lidl Italia con un suo bollino di qualità. Inoltre collabora adesso con la cantina Pellegrino di Marsala. Sempre affidabile nelle masterclass e nei corsi di formazione.
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87. Monica Larner

I suoi report, pubblicati su Wine Advocate, la prestigiosa rivista fondata da Robert Parker sono ad alto peso specifico. Ed infatti i suoi punteggi sui grandi vini contribuiscono ad alzare prezzi e reputazione. I più informati sostengono che nel suo cuore c’è Montalcino e forse pure il Chianti Classico e la Sicilia. Autorevole.
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Leonardo Marras

88. Antonio Capaldo

Geniale l’idea di far rinascere fra i resti di Pompei un vigneto su quella terra che subì l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C e produrre vini che possano richiamare tanta storia. Per Antonio Capaldo, presidente di Feudi San Gregorio, è un bel risultato. Oggi la sua azienda fattura 30 milioni ed esporta in oltre 50 Paesi.
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89. Sandro Spella

È il vicepresidente, riconfermato, di Citra Vini, un Consorzio di secondo grado che raggruppa Abruzzo 8 cooperative e circa 3 mila soci. La crescita in termini di fatturato e di reputazione è stata significativa negli ultimi anni e oggi molto vino abruzzese bevuto in Italia e nel mondo porta il loro marchio.
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90. Alessandra Piubello

Non solo la Guida Oro I Vini di Veronelli per una delle più instancabili e affidabili degustatrici. La giornalista veronese adesso può annoverare anche una prestigiosa collaborazione con la rivista Decanter, segno che il suo peso specifico è in crescita. Dove c’è una masterclass importante lei c’è (quasi) sempre.
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Leonardo Marras

91. Alessandro Torcoli

Al timone della più antica rivista enologica italiana, rappresenta la voce analitica e culturale più lucida del giornalismo di settore. È l’ideatore di format esclusivi come Vinitaly Preview, veri e propri “think tank” dove i vertici dell’imprenditoria enologica italiana si riuniscono per tracciare le linee guida del futuro.
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92. Giovanni Gaja

Finire sulla copertina di Wine Spectator non è cosa che accade tutti i mesi. Per il terzogenito di Angelo e Lucia Gaja è un bel lancio, la consacrazione di un passaggio generazionale che coinvolge anche le sorelle Gaia e Rossana, tutte e 3 impegnate nella gestione dell’azienda. Non c’è altro da aggiungere. Gaja sempre number one.
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Leonardo Marras

93. Maddalena Fossati

Dobbiamo dire grazie alla direttrice di Cucina Italiana se la cucina del nostro Paese ha ottenuto il riconoscimento Unesco. È stato un lavoro entusiasmante, faticoso e non scontato. E ne beneficerà anche il vino, naturale abbinamento alle nostre pietanze. Una bella opportunità che dobbiamo saper sfruttare.
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94. Alessandro Rossi

È il direttore generale di Partesa, tra le più importanti aziende di distribuzione per il canale horeca. Un brand molto corteggiato dalle cantine desiderose di vendere le proprie bottiglie. Rossi non è solo riconosciuto come un bravo venditore. Dalla sua parte innate doti di comunicatore oltre ad essere autore di libri e testi sul vino.
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95. Cesare Cecchi

Da presidente del Consorzio vino Toscana Igt ha incassato il sì del Comitato nazionale vini che consentirà la possibilità di produrre vino spumante sia bianco che rosato, una nuova prospettiva commerciale. Oggi l’Igt Toscana vuol dire oltre 90 milioni di bottiglie e un valore che raggiunge quasi mezzo miliardo di euro.
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96. Valentino Sciotti

Il visionario imprenditore che ha portato i vini del Sud Italia (dall’Abruzzo alla Sicilia) ai vertici dei mercati internazionali. Nell’ultimo anno ha continuato a innovare il settore del packaging e del marketing. La sua capacità di generare profitti e volumi senza possedere grandi estensioni di terra è un case study consolidato.
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Leonardo Marras

97. Achille Di Carlo

È il nuovo ad di Sanfelice, il polo produttivo del gruppo assicurativo Allianz che mette insieme tenute del Chianti Classico a Montalcino e a Bolgheri. Palermitano, 51 anni, un lungo background nell’hotellerie di lusso, avrà un bel da fare tra le cantine e l’ospitalità su cui si addensano nuovi progetti. Mission sfidante.
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98. Bernardino Sani

Ha riportato Argiano nell’Olimpo mondiale grazie a Wine Spectator. E sta compiendo un meticoloso lavoro di micro-zonazione dei vigneti storici della tenuta. Il suo approccio, che unisce un’idea borgognona al terroir ilcinese, ha rilanciato le quotazioni del territorio. Molto attivo nel Consorzio e nelle sue attività di comunicazione.
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Leonardo Marras

99. Giampiero Bertolini

Non è facile mantenere intatta la reputazione di un brand come Biondi Santi ma dopo oltre 7 anni forse possiamo affermare che Bertolini, ad dell’azienda, sia riuscito nell’obiettivo. Merito molto probabilmente anche di un team affiatato e altamente professionale. Bere Biondi Santi è sempre qualcosa di esclusivo.
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100. Antonio Bruzzone

Non solo Slow Wine Fair; non solo il Mercato dei Vini dei Vignaioli della Fivi; non solo Champagne Experience. Adesso Bologna Fiere di cui Bruzzone è l’amministratore delegato (verso la riconferma?) continua a puntare sul vino organizzando veri e propri road show per portare il vino italano all’estero. E VeronaFiere che dice?
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